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Published on gennaio 22nd, 2017 | by unbaffoafoggia

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Foggiani, per scongiurare l’estinzione è urgente rilanciare lo sviluppo (di Luigi Augelli)

Luigi Augelli, presidente del Comitato Un baffo ferroviario per Foggia (che si batte, tra l’altro per scongiurare il by pass della stazione di Foggia sulla ferrovia Napoli-Bari, con la realizzazione di una seconda stazione a Foggia), oltre che esperto di questioni ferroviarie, è anche un cultore di demografia e statistica.
Anticipando a Lettere Meridiane i risultati di un’allarmante indagine che ha svolto sulle prospettive demografiche del capoluogo, rilancia la necessità di affrontare con urgenza i temi dello sviluppo aggredendo una volta per tutte le questioni infrastrutturali. Un contributo molto interessante. Leggetelo e dite la vostra. (g.i.)

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Dopo aver letto gli ultimi articoli, pubblicati sul blog di Lettere Meridiane, dell’Ing. Eustacchio Antonucci e dei Dott. Maurizio De Tullio e Geppe Inserra, risulta a tutti chiaro che alla gente di Capitanata è totalmente assente, per ragioni storiche e culturali, il Capitale Sociale, che De Tullio chiama  “mancanza della dimensione comunitaria”.
Se a questa totale assenza di solidarietà sociale, si aggiungono (Inserra) “gli schiaffi inferti” dalla Regione Puglia e non solo, ad un territorio (la Capitanata), che da anni va inesorabilmente sprofondando in tutte le classifiche del Sole 24 ore, ne consegue che la nostra provincia è destinata a breve a “spegnersi”.
Questa triste e grave affermazione è,  purtroppo, confortata dai dati rivenienti da una serie di indagini svolte. Ed infatti.
La città di Foggia, nel 2015, ha visto, affievolirsi notevolmente il tasso di nascite, con una tendenza più accentuata alla diminuzione nel brevissimo periodo, per cui se l’andamento delle nascite degli anni passati si dovesse confermare nel futuro, come è prevedibile, fra circa 30 anni non nasceranno più bambini da famiglie foggiane.

Con il forte invecchiamento della popolazione della Capitanata e la fuga dei giovani verso altri territori nazionali ed esteri, nel 2030 il 50% della popolazione foggiana sarà costituita da extracomunitari iscritti regolarmente all’anagrafe di Foggia e provincia e l’altro 50% da una popolazione prevalentemente di ultrasessantacinquenni.
Identico fenomeno si è già verificato all’inizio degli anni ’60, allorquando un esodo biblico di foggiani verso le industrie del nord, fu sostituito da altrettanti attuali foggiani provenienti dai paesi della provincia di Foggia.
La sola città di Foggia ha sofferto e continuerà a soffrire la migrazione di giovani istruiti e formati sia a livello universitario che a quello di Scuola Superiore di secondo grado tra i 15 e 34 anni, che nel periodo 2005-2015 è stato di oltre 3.000 unità.
Collegato allo studio del fenomeno demografico, è il fenomeno della forza lavoro.
Oggi, nella provincia di Foggia tre su quattro disoccupati hanno un’età compresa tra i 14 e i 29 anni.
Per quanto attiene gli indicatori economici, il PIL (Prodotto Interno Lordo) pro-capite per la città di Foggia nel 2015 ha superato di poco i 13 mila euro a fronte degli oltre 16 mila euro della regione Puglia e dei 25 mila euro dell’Italia
Una delle maggiori carenze del territorio della Capitanata è però la persistente inadeguatezza del suo supporto infrastrutturale, rispetto sia alla dotazione nazionale che a quella regionale (Rete Stradale – Rete Ferroviaria – Porti – Aeroporti – Impianti e reti energetico – ambientali -Strutture e reti per la telefonia – Reti Bancarie e servizi vari)  e sociali (strutture culturali e ricreative – strutture per l’istruzione – strutture sanitarie)
L’iniziativa per superare le suesposte difficoltà e carenze  dovrà essere volta alla individuazione di una soluzione di accordo per la realizzazione di progetti con appalto-concorso, affidando la progettazione di idee, anche a uomini autorevoli nel campo Urbanistico-Ingegneristico, attingendo ai finanziamenti del fondo rotativo per l’anticipazione delle spese di progettazione a favore delle Amministrazioni Pubbliche, che nel Patto per la Puglia 2014-2020  prevedono ulteriori 20 milioni di euro.
L’accordo sul progetto complessivo, dovrà riguardare la riqualificazione dei quartieri Ferrovia, Rioni Martucci, Diaz e Villaggio Artigiani, con  il ridare alla città le aree dismesse all’attività FS del Polmone attrezzato, del Parco merci, nonché l’area posta in vendita dalle stesse FS del Compendio Immobiliare porzione dello scalo ferroviario di Foggia complessivamente, tra coperto e scoperto di mq. 23.006, aventi accesso da via Montegrappa snc .
La città di Foggia dovrà invitare i progettisti a immaginare una grande trasformazione di queste aree.
La riorganizzazione delle ferrovie e dei trasporti e l’acquisizione delle aree FS individuate al patrimonio comunale offrirebbero una opportunità straordinaria per ridefinire il rapporto nella città per la separazione causata dal fascio binari con i Rioni Martucci e Diaz e il villaggio Artigiani.
A questo intervento urbanistico dovrebbero seguire altre opere infrastrutturali da iniziare o completare, quali:

1) Treno-Tram e area vasta della intera Capitanata 2020, di cui già una parte del progetto e specificatamente alla penetrazione urbana del treno-tram nella città di Manfredonia, risulta inserita nel progetto CIPE 2014-2020 con un investimento di 50 milioni di euro;
2) Intervento infrastrutturale sulla Piattaforma logistica merci ferroviari integrata di Foggia-Incoronata, dove sono stati previsti 22 milioni di euro sempre nella programmazione CIPE 2014-2020;
3) Abbassamento dei fondali nel Porto di Manfredonia;
4) Allungamento della Pista dell’Aeroporto G. Lisa, dove già da tempo sono previsti 14 milioni di euro;
5) La costruzione di una 2^ stazione ferroviaria a Foggia Sud, con investimento RFI da 15-20 milioni di euro;
6) La riqualificazione urbanistica del sito dove dovrebbe essere costruita la 2^ stazione ferroviaria Foggia Sud;
7) Il raddoppio della linea ferroviaria adriatica Lesina-Termoli, già finanziata, ma che trova impedimento in terra Molisana, che se realizzata consentirebbe l’ulteriore velocizzazione dei treni da e per Milano;
8) La costruzione della linea ferroviaria Lucera-Cambobasso per treni  Foggia-Lucera-Campobasso-Isernia-Cassino-Roma, il cui importo di 450 milioni di euro fatti inserire dalle Ferrovie Garganica nel bilancio regionale 2009/2013 e il cui progetto è stato redatto dall’Ing. Muscolino di Roma nel 1981;
9) L’inserimento del finanziamento della Diga di Piano dei Limiti tra le opere del Patto per la Puglia, a suo tempo già finanziata per 118 milioni di euro, successivamente dirottati a finanziare sistemazioni irrigue del territorio regionale.
10) Progetto di infrastruttura a larga banda su tecnologia Wireless della rete cittadina e provinciale.

Unitamente a queste idee progettuali, occorrerebbe chiedere con forza all’Università di Foggia, di istituire un Politecnico ad indirizzo scientifico di Ingegneria Meccanica ed Elettronica, Architettura, tale da creare una osmosi reciproca tra sviluppo del territorio e Università, così come già avviene per il Dipartimento di Agraria, in modo da drenare l’emorragia di giovani cervelli nostrani verso altri territori fuori provincia.
Non abbiamo molti anni a disposizione per evitare lo “spegnimento” del territorio  della Capitanata.
Salvatore Castrignano, già Segretario provinciale CGIL, Coordinatore Associazione Lavoro&Welfare  Capitanata, nel suo articolo pubblicato dal blog di Lettere Meridiane del 6 gennaio 2017, parla di un suo amico studioso di politiche economiche, Vincenzo Santandrea, che affermava di dover agire su un  punto di rottura con tutto il passato, in riferimento alle sorti del porto industriale di Manfredonia.
Se non sbaglio il conto degli anni, sono trascorsi 33 anni dall’affermazione dell’economista Santandrea, e quel punto di “rottura” credo sia diventata una voragine non più  risanabile non solo per il porto di Manfredonia, ma per tutto ciò che ha riguardato lo sviluppo dell’intera Capitanata, per cui bisogna, oggi, avere soltanto il coraggio di oltrepassare la voragine per una possibile rinascita economica, politica, sociale, culturale e occupazionale della Capitanata.
Alla provincia di Foggia, per risollevarsi, nel brevissimo periodo, necessita uno “shock“.
Le opere elencate sarebbero, come lo sono tutt’ora, ostacolate come tutti gli “schiaffi” già ricevuti.
È inutile sperare che politici-Industriali-Sindacati-Enti-Sociale-Università-ASL,, possano intervenire ed opporsi, considerato che le nomine dei responsabili ai vertici di queste organizzazioni sono influenzate dai vertici  regionali.
Bisogna avere il coraggio e l’onestà intellettuale di ammettere che da un trentennio la nostra classe dirigente della Capitanata, a tutti i livelli, non avuto un “peso” adeguato a contrastare e proporre soluzioni di sviluppo sostenibile per il nostro territorio, che evitasse tutti i danni che si sono determinati in questo lungo periodo di tempo, dove anche ciascuno di noi, per la  “mancanza della dimensione comunitaria”, ha la sua buona quota di partecipazione  nella responsabilità.
Non potendo intervenire, nel brevissimo periodo, sulla formazione di una coscienza di dimensione comunitaria (Capitale Sociale), resterebbe soltanto la possibilità di opporsi ai continui “schiaffi” provenienti dall’esterno (regione Puglia), con uno “shock” politico-istituzionale da imprimere all’intera Capitanata sulla scelta dell’Ente territoriale a cui appartenere.
Lo “shock” consiste nel chiedersi: perché sono nati movimenti, come la richiesta di una regione Salentina (Lecce-Brindisi), l’adesione della provincia di Taranto alla Basilicata, il progetto Moldaunia (Daunia+Molise) della provincia di Foggia e tutti in risposta ad un baricentrismo asfissiante?
Una regione, la Puglia, troppo lunga da percorrere e troppo sbilanciata nella ripartizione dei fondi a vantaggio del capoluogo regionale.
Luigi Augelli


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